GREEN HILL: TUTTA LA VERITA', NIENT'ALTRO CHE LA VERITA'


Mai nessuna vita sarà solo un numero.

Per ore al processo oggi abbiamo sentito parlare di numeri e sigle.

625 SKIN3 SACR

710 SKIN3 SACR

999 MISC SACR

876 MISC SACR

E via dicendo per 54 volte.

Ma a quei numeri e quelle sigle corrispondevano delle vite e delle storie.

54 vite che sono state "sacrificate" nel loro gergo, nel linguaggio dei dipendenti di Green Hill. Vite che sono state spente, uccise nella lingua del resto del mondo, a volte per cause quantomeno dubbie come la rogna, la diarrea o la disidratazione.

Noi a quei numeri e a quelle sigle vogliamo ridare dignità e lo faremo raccontandovi quello che può dirvi chiunque abbia in casa un beagle di Green Hill.

La chiameremo Libera a riunire in sé come simbolo tutti gli altri quasi 3000 cani usciti vivi di lì e soprattutto tutte le migliaia di quelli uccisi nell'allevamento e nei laboratori di tutto il mondo.

Libera era un'adozione difficile. Non volevano quasi darcela.

Perché era piccola, deperita, non arrivava ai 5 kg pur essendo una cagnolina di quasi un anno. Aveva un virus intestinale e la rogna nelle orecchie. Non voleva nemmeno uscire dal trasportino quando i veterinari la presero per visitarla prima dell'affido.

Ma alla fine ce la diedero.

Ci dissero che non avrebbe mangiato o bevuto normalmente, che probabilmente non si sarebbe mai più ripresa, che forse avrebbe avuto dei danni permanenti al corpo e soprattutto al carattere, al comportamento.

Ma noi l'accettammo lo stesso, anzi le mettemmo a disposizione ancora più amore e pazienza.

Ricordo i primi momenti con questo nuovo essere al guinzaglio.

Non aveva mai visto il sole, mai respirato dell'aria fresca, mai annusato l'erba.

E probabilmente mai nessuno l'aveva trattata con affetto, perché dopo un'oretta dalla liberazione e qualche minuto passato in braccio ad essere coccolata uno sguardo fisso nei miei occhi con pupille sgranate dallo stupore e un unico leccotto che diceva "grazie di esistere".

Giunte a casa l'odore, la puzza indescrivibile che impregnava il pelo. Un fetore che ha appestato casa per quasi un mese e non se ne andava nonostante le pulizie continue e infine anche un bagno alla cagnolina, quando lo consentì la nuova  veterinaria.

La prima notte. Le avevamo comprato una cuccia morbida, una specie di cuscinone morbido da tenere a qualche metro da letto per monitorarla nel sonno. Non riusciva a salirci nonostante fosse alto appena 10-15 cm, così ce la mettemmo sopra noi.

Ogni volta che la toccavi si immobilizzava. Sembrava perdere qualunque capacità. Zitta, totalmente immobile, in attesa di chissà che.

Giusto un tremore feroce, furioso alle zampe davanti ogni volta che si sedeva, quasi che non la potessero reggere. Forse danni cerebrali, dicevano. Forse qualche "manipolazione" finita male.

Le malattie... Innanzitutto un mangime particolare, studiato appositamente per cani con problemi di stomaco. Era da noi da un giorno e già doveva fare la sua prima visita, un esame completo di sangue, feci e urine per capire quali problemi avesse.

Il suo terrore di fronte al veterinario non può essere descritto. Sarà perché ogni ambulatorio ha in fondo lo stesso odore di disinfettante e paura.

Anzi in realtà la paura è estesa a tutto il genere maschile. Sarà perché la stragrande maggioranza degli addetti di Green Hill erano uomini.

Per la rogna ricordo delle pastiglie e forse una pomata, perdonate, ma son passati 2 anni e qualche dettaglio nella memoria si è perso.

Non si è perso però il ricordo di quella notte, sarà stata la terza o la quarta al massimo da quando era con noi, in cui cercò di arrampicarsi sul letto.

Già debole a causa dei suoi problemi di stomaco, si notava ad occhio nudo la quasi totale mancanza di muscoli, soprattutto nelle zampe, atroce lascito della sua vita da reclusa. Quella notte l'ho issata sul lettone e si è acciambellata ai miei piedi, finalmente rassicurata.

La notte successiva stessa scena, ma è venuta a dormire con la testina appoggiata su una mia gamba. E in quel momento un tuffo al cuore, mentre capivo che doveva toccarmi, almeno un po' ogni notte, prima di addormentarsi per essere sicura di ritrovarmi lì al mattino. Di non risvegliarsi di nuovo dentro a quel lager.

E le malattie scomparvero tutte, una dopo l'altra, nel giro di un mese.

Nello stesso tempo sviluppò abbastanza muscoli da riuscire a saltare sul letto da sola e da quel momento non c'è notte in cui non dorma con una bigolina acciambellata accanto, schiena contro schiena.

Per il tremore alle zampe ci volle più tempo. Vari mesi. Ora è quasi scomparso.

Per il resto 2 o 3 volte l'anno le torna un pochino di irritazione alle orecchie, curate con un blando disinfettante.

 

Lei probabilmente sarebbe stata uccisa.

 

Sarebbe un altro BSGH 123456 SKIN3 SACR o MISC SACR.

 

Nessuno avrebbe potuto conoscere il suo splendido carattere, la sua brillante intelligenza. Potrei riempire libri e libri di racconti delle cose divertenti o incredibili che ha fatto, di tutte le gioie che mi ha donato, di tutte le scoperte in me e in lei che sono scaturite da questo incontro.

Ma la cosa che mi angoscia di più è che avrebbe potuto continuare a rimanere un numero.

Un numero con una sigla accanto.

Nessuno avrebbe potuto raccontare la sua storia.

Nessuno avrebbe conosciuto un individuo così speciale, così come sono speciali tutti per il fatto stesso che esistono.

Così come le migliaia e migliaia di vite prima di lei sono passate da quel posto e da posti come quello.

Ora è ORA di dire BASTA.

Perché mai nessuna vita dovrà essere ridotta ad un numero.

Libera non è una beagle di Green Hill, non è un brevetto, non è una cavia.

Libera è un cane, un amato membro della mia famiglia, una mascotte del quartiere, un simbolo vivente di cosa è giusto e cosa è sbagliato.

E lo stesso vi diranno gli altri 3000 affidatari.

Al processo si cerca la verità.

Questa è tutta la verità, nient'altro che la verità.

#bastavivisezione


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