C'ERA UNA VOLTA GREEN HILL


Tutte le favole iniziano allo stesso modo, ma certe non finiscono bene.

C'era una volta una collina felice.

Sulla collina felice di Montichiari c'era l'allegro allevamento di cani beagle destinati alla sperimentazione.

Green Hill 2001 srl.

Questo allevamento era un posto fantastico.

Il Presidente della Repubblica

  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

  Visto l'art. 66 della legge  29  dicembre  1990,  n.  428,  recante delega al Governo per l'attuazione  della  direttiva  86/609/CEE  del Consiglio del 24 novembre 1986 ...

Talmente fantastico che il veterinario dell'Asl, entrato dentro Green Hill la prima volta dopo il sequestro per mettere i microchip ai cuccioli, poteva notare cani normali, che annusavano e scappavano dai box aperti. Solo qualcuno aveva atteggiamenti di sottomissione, ma era a causa del carattere dell'animale. Non c'erano cani denutriti e le cure sanitarie erano adeguate.

Acquisiti i pareri delle competenti commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 27 gennaio 1992 ...

Scrive in un verbale che la clinica presente nel capannone 3 (quello dei parti e dello svezzamento) poteva svolgere interventi di routine, ma non era adeguata a garantire interventi chirurgici d'emergenza e pertanto domandava di spostare i cani presso il canile pubblico. O meglio la clinica c'era, era adeguata, ma mancava il personale. Però nello stesso giorno, giunto a sera, scrive un altro verbale in cui dichiara che il personale entra alle 6, esce alle 19 e in caso di necessità c'è un veterinario della ditta a garantire la copertura sanitaria.

Peccato che l'allevamento fosse sotto sequestro e che quindi la competenza sanitaria spettasse per tale ragione unicamente all'Asl.

Sulla proposta del Ministro per il coordinamento delle  politiche comunitarie, di concerto con i Ministri degli  affari  esteri, di grazia e giustizia, del tesoro, della sanità e dell'università  e della ricerca scientifica e tecnologica;

Quali sono le attività chirurgiche d'urgenza? Un cesareo in genere no, ma un parto complicato...

Che accertamenti ha effettuato per valutare lo stato di benessere dei cani? Un prelievo di cute e pelo perché sembravano esserci delle dermatiti (notare: un unico prelievo su un singolo cane in un allevamento di oltre 2500), tanto che il personale di Green Hill stava lavando con un emolliente alle erbe dei cani. C'erano anche delle mastiti nelle fattrici di 2-4 anni (più vecchie non ne ha viste), gastroenteriti...

Cos'è un maltrattamento animale? Quando un animale non riesce... Per l'università che ho fatto io non c'era, c'era solo un esamino di polizia veterinaria, perché era previsto solo nei casi contemplati dal codice penale. Quando un animale è in situazioni o comportamenti contrari... La recezione a livello di società è cambiata e prende in considerazione altre cose, come l'etologia animale.

Emana il seguente decreto legislativo:

                               Art. 1.

  1. Il presente decreto disciplina  la  protezione  degli  animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici.

C'erano arricchimenti nelle gabbie? Io nel capannone 3 non ho visto né giocattoli, né niente.

Quanti cani sacrificate all'Asl per rogna? Nessuno, perché la legge prevede che sia fatta l'eutanasia solo in caso di patologie gravi.

Se dovesse occuparsi di 3000 cani da solo? Avrei bisogno di collaboratori, ma dipende dai problemi.

A Green Hill c'era un veterinario presente tutto il giorno? Non so, così dichiarano.

Lascerebbe da soli tutta la notte i cani in terapia? Le partorienti con cesarei, etc.? No.

E' stato chiamato per mettere i microchip, prima come identificavano i cani? Con un cartellino che attribuiva alla fattrice i cuccioli, grossolanamente divisi per sesso, per esempio su una cucciolata di 5 nati si segnalava che c'erano 2 maschi e 3 femmine.

Quindi a Green Hill la piena tracciabilità dei cani si ebbe solo dopo la microcippatura di tutti i cani presenti.

Art. 2.

  1. Ai sensi del presente decreto si intende per:

c) "animali da allevamento": animali allevati appositamente  per essere impiegati  in esperimenti  in  stabilimenti  approvati  dalla autorità competente o registrati presso quest'ultima;

Non sembra più una favola, meglio ascoltare un ex dipendente.

Un tecnico del famigerato capannone 3.

Negli anni in cui ha lavorato là dentro è stato tutto un fiorire di migliorie: modifiche alle strutture dei box, hanno cambiato i nidi per il parto da plastica a struttura fissa lavabile, hanno perfezionato procedure e piani vaccinali grazie ai quali sono addirittura riusciti a debellare la parvovirosi (una malattia infettiva dell'apparato digerente che causa un'alta mortalità, soprattutto nei cuccioli).

h) "stabilimento di allevamento": qualsiasi stabilimento in cui gli animali vengono allevati allo  scopo  di  essere  successivamente utilizzati in esperimenti;

A che età una fattrice iniziava a produrre cuccioli? Non ricordo.

E la più vecchia? Non so.

Mai visto cuccioli morti a causa della segatura, anche perché l'autopsia era effettuata dal veterinario e comunque non ha mai nemmeno fatto l'intervento di routine di rimozione dei tappi di segatura da nessun animale.

k) "adeguatamente anestetizzato": privato della sensibilità mediante metodi di anestesia locale oppure  generale,  conformi  alla pratica veterinaria;

Un altro dipendente. Un altro socializzatore. Ricordiamo la procedura, appresa nel corso della scorsa udienza: si prendono i cuccioli quando ancora sono con la madre e si coccolano teneramente prima in braccio, poi si mettono su un tavolino e si tengono stesi sul tavolo, fermi, poi nell'imbragatura per mezz'ora... No, mezzo minuto, sospesi nel vuoto.

Ma perché dovevate farli “socializzare”? Non so.

Non è un animale d'affezione quello allevato a Green Hill.

Sono stati introdotti dei giocattoli nei box, costantemente cambiati per trovare quello che piacesse maggiormente ai cani. Addirittura c'erano riunioni ogni 15 giorni per stabilire come aumentare il benessere animale. La Rondot in persona, la legale rappresentante dell’allevamento, evidentemente nell’unica settimana al mese in cui era in Italia, alle 6 del mattino faceva delle ispezioni a sorpresa nei capannoni per controllare che i giocattoli non fossero troppo consumati.

La burla fra i dipendenti era che era più facile essere licenziati se trattavi male un cane che un collega.

l) "uccisione con metodi umanitari": uccisione di un animale in condizioni che comportino, secondo la specie, la minore sofferenza fisica e psicologica.

Qualche non so, qualche non ricordo.

Meglio anestetizzare tutto.

Non c'è persona più adeguata per farlo che il docente di anestesiologia e chirurgia dell'Università di Camerino, chiamato come consulente dalla difesa.

Va benissimo usare direttamente, come accadeva a Green Hill, l'isoflurane (un anestetico gassoso), tanto gli animali d'allevamento sono tranquilli. Peccato che lo stesso professore nelle slide dei suoi insegnamenti raccomandi la preanestesia. O quanto meno di utilizzare un analgesico, come il Carprofen 30 minuti prima di addormentare l'animale (farmaco invece mai utilizzato secondo le dichiarazioni rilasciate in aula precedentemente). Peccato che il bugiardino del farmaco prescriva di usare la preanestesia ed, ops, il bugiardino fu scritto dal professore stesso. Ma erano altri anni. Ancora non si conosceva bene tutto.

E poi insomma, per gli animali d'allevamento l'unico tranquillizzante sensato è la contenzione meccanica.

Art. 3.

  1. L'utilizzazione degli animali negli esperimenti oltre  che per quelli previsti dall'art. 1, comma 1, della legge 12 giugno 1931, n.924, come modificata con legge 1maggio 1941, n. 615, e'  consentito solo per uno o più dei seguenti fini

Intermezzo.

Un docente di biologia animale dell'Università di Milano, in cui insegnava ecologia comportamentale ci ha offerto degli spunti inaspettati. Premettendo che lui non è mai entrato personalmente dentro Green Hill e la sua valutazione si basa unicamente sui verbali redatti dagli ispettori e sulle dichiarazioni rilasciate in aula, da quanto ha potuto leggere andava tutto bene. Anche perché nell’allevamento dei cani beagle destinati alla sperimentazione si usano metodi diversi rispetto a quelli usati per gli animali d’affezione. Quelli d’affezione sono allevati all’aperto, mentre quelli per la vivisezione al chiuso. Quelli destinati alla caccia sono un altro tipo ancora di beagle, per il quale vengono potenziate le capacità di corsa e fiuto. Quindi ci sono beagle da sperimentazione, beagle da caccia e beagle da salotto.

I beagle Marshall non dovranno mai cacciare, sono allevati per far sì che “il cane non deve aver paura di andare incontro al suo destino in maniera serena”. Insomma i beagle Marshall sono i beagle stoici.

Art. 4

  4. Un animale non può essere utilizzato più di una volta in esperimenti che comportano  forti  dolori,  angoscia  o  sofferenze equivalenti.

Gli animali capiscono molto di più di quello che immaginiamo. Io stesso ho visto la foto di uno scimpanzé che porgeva spontaneamente il braccio per farsi togliere il sangue. E’ compatibile con l’etologia della scimmia, perché hanno grandi capacità di adattamento. Come le tigri che possono vivere tanto in Siberia che nelle foreste pluviali asiatiche.

Tutt’ora c’è una legge che obbliga ad usare i cani beagle per le prove tossicologiche.

Ma lei ha mai letto la 116/92 (la normativa in materia di protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici)? Non è mio compito.

Nemmeno l’intestazione? No

6. Le persone che effettuano esperimenti o quelle  persone  che  si occupano  direttamente  o  con  compiti  di  controllo   di   animali utilizzati in esperimenti devono avere un'istruzione e una formazione adeguata.

E’ il turno degli ultimi due consulenti tecnici della difesa. Sono due super esperti, iper specializzati, talmente tanto formati specificatamente sulle questioni dei laboratori che anche le loro parole sono diventate asettiche. Hanno un vocabolario tutto loro in cui è stata epurata qualunque contaminazione della realtà, non esistono termini anche solo lontanamente avvicinabili a questioni comuni, casalinghe, affettive.

Art. 5.

  1. Chiunque alleva, fornisce o utilizza animali da esperimento deve provvedere, conformemente alle linee di indirizzo dell'allegato II, a che:

    a) gli animali siano tenuti in un ambiente che consente una certa libertà di movimento e fruiscano di alimentazione, acqua e cure adeguate alla loro salute e al loro benessere;

    b) sia ridotta al minimo qualsiasi limitazione alla possibilità di soddisfare ai bisogni fisiologici e comportamentali dell'animale;

    c) siano effettuati controlli quotidiani per verificare le condizioni fisiche in cui gli  animali  sono  allevati,  tenuti  o utilizzati;

    d) un medico veterinario controlli il benessere e le condizioni di salute degli animali allo scopo di evitare danni durevoli, dolore, inutili sofferenze o angoscia;

    e) siano adottate le misure dirette a correggere tempestivamente difetti o sofferenze eventualmente constatati.

 

Gli spazi erano adeguati a norma di legge.

Le aree di riposo non sono previste (in letteratura l’unica evidenza è che quantomeno i cani avrebbero bisogno di spazi separati fra l’area adibita alla defecazione e l’area per le altre attività).

Il riposo insonorizzato non è previsto dalla legge.

La temperatura è solo consigliata (fra 15 e 21°C).

Illuminazione: non sono stabiliti valori.

Rumore: la norma non ha limiti ai quali attenersi.

Segatura: non ci sono disposizioni di legge.

Il tatuaggio non è vietato da legge. La legge inoltre non prescrive nulla quanto all’identificazione degli animali, se non al momento della vendita.

Eutanasia: la legge prevede i metodi ammessi, non le motivazioni.

Riproduzione: la pratica zootecnica è esclusa dalla legge.

Movimento: non è prevista dalla legge l’uscita degli animali all’esterno dei box.

 

Potrebbero contaminarsi.

 

Però nell’allevamento erano endemiche alcune malattie infettive. In particolare risulta difficile comprendere come potessero essere venduti ai laboratori dei cani infestati dalla rogna. Dal secondo livello d’infezione pare fossero donati. Scopriremo poco dopo a chi e per quali scopi.

Art. 14.

1.       Chiunque violi le disposizioni di cui agli articoli 5 e 6, salvo che il fatto costituisca reato, e' punito con la sanzione  pecuniaria amministrativa da lire 5 milioni a 30 milioni; in caso di  violazione continuata o di recidiva il massimo della sanzione e' aumentato  fino a 150 milioni.

E’ il turno degli imputati.

Dovrebbe essere il momento chiave del processo, il definitivo confronto con la verità e le responsabilità dei singoli, ma 3 di loro, Bernard Gotti (il consulente esterno), Roberto Bravi (il direttore) e Ghislaine Rondot (la responsabile legale) scelgono di rilasciare dichiarazioni spontanee.

Seguiamo un momento il quarto imputato, il veterinario della struttura Renzo Graziosi.

L’azienda gli aveva messo a disposizione un’abitazione a pochi metri dalla ditta. Non è ben chiaro se poi in effetti il veterinario dormisse là. Un veterinario che ha dovuto occuparsi di 10 mila cani in circa 3 anni.

In coscienza ritengo di non aver mai fatto alcun maltrattamento.

 

Nell’email dell’8 giugno 2012 mandata da Rondot a Bravi si legge che volevano “usare l’aggressione (si riferisce alla liberazione del 28 aprile) per sopprimere il maggior numero di cani con demodex (la rogna). Pensavamo la stessa cosa con Renzo, poi ci metteremo d’accordo su questo piano”.

2.       Il medico veterinario che omette la consulenza e l'assistenza al buon mantenimento degli animali ed alla  buona  esecuzione  degli esperimenti o che le effettua con negligenza o imperizia gravi viene deferito all'ordine dei medici veterinari.

Maggiore era il benessere degli animali, maggiore era il numero di quelli che si potevano vendere.

La Marshall comprava tutti gli animali, anche quelli non adatti alla sperimentazione e li donava ad associazioni scelte dalla Rondot in Germania, Francia e nord europa. Anche in Inghilterra, come la B&K.

Là erano spedite le fattrici e i riproduttori al termine della loro carriera o i cani che avevano altri difetti.

ALLEGATO II

Svariati interessi si trovano così in conflitto. Da un lato l'animale i cui bisogni  di movimento,  di  relazione  sociale  ed  altre  manifestazioni  vitali subiscono una certa repressione, dall'altro lo sperimentatore  ed  i suoi assistenti che esigono un controllo completo dell'animale e  del suo ambiente. 

In questo conflitto, gli interessi degli animali vengono talvolta in secondo piano.

Dalla dichiarazione spontanea di Ghislaine Rondot: la B&K è una filiale inglese della Marshall. Vendono i prodotti derivati dal sangue dei cani, come siero e plasma. Era quindi possibile sfruttare gli animali vecchi per quello.

Ossia dopo una vita passata in un box senza poterne mai uscire, le cucciolate strappate via una dopo l’altra per mandare i piccoli incontro ad un atroce destino, curate alla bell’e meglio, giusto perché continuassero ad essere produttive, ecco l’ultimo affronto a qualunque rispetto per la vita: le fattrici, le fabbriche di cuccioli, diventano niente più che sacche di sangue. Esaurite fino all’ultima goccia.

E dopo questo la voglia di continuare a scrivere svanisce.

C'era una volta Green Hill.

Che finale dare ad una storia così triste?

L'unica speranza è che erompa la verità con tutta la sua forza eversiva e finalmente trionfi la giustizia.

Su quella divina, del karma, dei multiversi o di qualunque altra convinzione religiosa o di vita lasciamo ad ogni cuore e ad ogni mente immaginare la sua risposta, ma su quella umana non possiamo pretendere meno che il più puro e semplice giudizio.

Autentico, preciso, obiettivo.

In una parola cosciente.


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