#STOPFASHIONVICTIMS


VIDEO: #StopFashionVictims - Basta vittime della moda!

 

Sabato 8 Novembre a Milano gli attivisti di Animal Amnesty hanno dimostrato che il cuore della moda sanguina.

Sanguina del sacrificio di milioni di animali
Un'attrice che impersonava le molteplici vittime della vanità è rimasta imprigionata in una tagliola fra atroci sofferenze
Quando è stata liberata ha cercato scampo fra le vie del centro, ma lì ha trovato solo la sua fine, andando a morire di fronte alle vetrine delle grandi firme nella Galleria Vittorio Emanuele II piene di suoi simili, altri innocenti sacrificati per diventare inserti, colli, vestiti e accessori.
Dopo lo scandalo delle piume viene messa un'altra volta sotto i riflettori la crudeltà implicita nei derivati animali. L'attenzione è posta sulle pellicce, ora tragicamente trendy, almeno secondo i dettami dell'industria della moda. Ma pellicce non significa solo mostruosi allevamenti intensivi, dannosi tanto per gli animali quanto per gli ecosistemi, ma anche animali liberi brutalmente imprigionati nelle trappole e nelle tagliole.

 

Ogni anno 10 milioni di animali finiscono in una trappola, un laccio o in una tagliola per essere scuoiati e trasformati in pelli.

Le normative internazionali prevedono che la cattura e la morte siano senza crudeltà, ma la realtà è ben diversa.

Un’immensa e interminabile sofferenza provocata dalle ganasce delle tagliole o dai lacci della trappola: gli animali impazziti per il dolore provano ogni cosa pur di liberarsi, compreso cercare di amputarsi a morsi l’arto intrappolato.

Quando finalmente sopraggiunge il cacciatore (a volte anche dopo giorni) gli animali che non sono morti di sete o stenti vengono uccisi con metodi brutali.

Vittime delle trappole sono anche animali non-target, ovvero gli animali protetti, come tutti gli animali d’affezione (cani e gatti ad esempio), ma pure specie rare come le aquile.  

Buona parte delle pelli immesse sul mercato comunitario sono importate dall’Italia. In particolare la nostra penisola ha importato il 69,4% delle pelli di felidi selvatici, il 44,2% di pelli di altri animali selvatici e il 28,7% delle pelli di volpe.L’Italia risulta quindi essere il principale paese trasformatore delle pelli di animali selvatici importate dagli USA nell’Unione Europea


E' ora di reagire e di mettere in trappola la crudeltà.
Un'alternativa è possibile: la vittima, interpreta dalla modella Ludovica Loda,  è infatti stata liberata simbolicamente dal celebre stilista Elio Fiorucci, da sempre impegnato per una moda cruelty free.

Pensiamo che la vera moda debba proporre un ideale di bellezza basato su scelte etiche che rispettino gli animali, gli uomini e l’ambiente. 
Una moda che si rifiuti di sfruttare e assassinare degli esseri viventi.
Gli stilisti dovrebbero utilizzare il loro potere e la loro creatività per dar vita ad uno stile, anche di vita, più consapevole, sostenibile e corretto.

Elio Fiorucci, stilista di fame internazionale e sostenitore della campagna #fashionvictims di Animal Amnesty, è la prova che il mondo spesso vuoto della moda si può riempire di contenuti.

METTIAMO IN TRAPPOLA LA CRUDELTA’


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