VITTIME DELLA VANITA'


Il 15% delle pellicce derivano dalla cattura di animali selvatici.

Indicativamente ogni anno 10 milioni di animali finiscono in una trappola, un laccio o in una tagliola per essere scuoiati e trasformati in pelli.

Ma le leggi che normano tali pratiche di cattura sono molto differenti da stato a stato e quello che è proibito in uno è permesso nell’altro a discapito, ovviamente, del benessere animale (anche se a noi pare ridicolo sentir parlare di “benessere animale” in questo contesto in cui ogni singolo essere vivente sarà inevitabilmente ucciso solo per diventare un prezioso lusso).

Per quanto riguarda l’Europa dal 1991 è vietato l’uso di tagliole nella Comunità, ma è proibita anche l’introduzione nel mercato comunitario di pellicce o di prodotti manifatturieri di alcune specie di animali selvatici se questi provengono da paesi che utilizzano per la loro cattura tagliole o metodi non conformi alle norme internazionali (le cosiddette “trappole senza crudeltà”).

Un articolo vieta inoltre l’introduzione nella Comunità UE di pellicce (o prodotti che contengano pellicce) delle specie animali selvatiche Castoro, Coyote, Ermellino, Fischer, Lince, Lince rossa, Lontra, Lupo, Martora, Procione, Tasso, Topo muschiato, Zibellino.

Sono però  consentite deroghe se il paese dimostra di essere in linea con gli standard IAHTS e quindi ad esempio gli Usa possono introdurre pelli di coyote, nonostante non vietino le tagliole (e quindi non possano dimostrare effettivamente se sono state usate nella cattura o se l'animale abbia sofferto).

Canada, Russia e USA possono oggi esportare nell’Unione Europea pellicce ricavate da animali catturati in natura, senza che siano identificati quali dispositivi effettivamente siano stati usati. Sono tenuti solo a rispettare degli indicatori del “benessere degli animali”, ossia in sostanza il dispositivo utilizzato rispetta le norme se il tempo necessario affinché l’animale raggiunga uno stato d’incoscienza e insensibilità al dolore è conforme a quello indicato nelle tabelle di riferimento.

Una tagliola, seppur con improbabili accorgimenti come l’imbottitura delle ganasce, è uno strumento di cattura indiscriminato (non può essere specie-specifico oltre che non può selezionare l'individuo in base ad età, sesso, etc.) e causa gravi e inutili sofferenze agli animali.

Ciononostante negli Stati Uniti d’America la tagliola è lo strumento di cattura più impiegato.

In Europa invece viene utilizzata la gabbia-trappola, che prevede un sistema di controllo giornaliero obbligatorio (a differenza di quanto avviene negli Usa, dove semplicemente non sono previsti).

Ma guardiamo nel dettaglio.

UNIONE EUROPEA

La cattura di animali è consentita nell’ambito dei rispettivi quadri normativi vigenti in quasi tutti gli Stati membri. In Grecia e Italia la cattura può essere autorizzata grazie a specifiche licenze.

Ad eseguire le catture concretamente possono essere indistintamente (se autorizzati) cacciatori,agricoltori, trappolatori; solo in Francia e in Belgio la figura del trappolatore è riconosciuta ufficialmente. Le catture sono praticate in Europa principalmente per la gestione della fauna selvatica e il contenimento delle specie alloctone. In Austria e Svezia la cattura con trappole è considerata una forma di caccia. In Europa si distinguono due principali categorie di trappole: per la cattura e per l’uccisione diretta (generalmente impiegata per la cattura di piccoli roditori).

Le trappole per la cattura sono di tre tipi: gabbie-trappola, lacci e lacci per i piedi.

In Europa sono utilizzate quasi esclusivamente gabbie-trappola, anche se in Francia, è consentito l’uso di lacci per la cattura di procione e cane procione.

Circa la metà degli stati membri prevede azioni di monitoraggio e controllo delle trappole e del numero di catture. Questa attività è delegata prevalentemente ad associazioni venatorie. Il controllo regolare delle trappole è obbligatorio e deve avvenire almeno una volta al giorno.

USA

L’U.S. Fur Harvest 2012 riguardo alla stagione 2010-11 rileva oltre 4 milioni di animali catturati di 26 differenti specie (e per molte specie ricordiamo che i dati segnalati sono da considerare solo come il quantitativo minimo effettivamente abbattuto nella stagione).

Buona parte delle pelli immesse sul mercato comunitario sono importate dall’Italia. In particolare la nostra penisola ha importato il 69,4% delle pelli di felidi selvatici, il 44,2% di pelli di altri animali selvatici e il 28,7% delle pelli di volpe.

L’Italia risulta quindi essere il principale paese trasformatore delle pelli di animali selvatici importate dagli USA nell’Unione Europea.

Ma chi li cattura e soprattutto come?

Sono circa 150.000 i trappolatori statunitensi iscritti alle associazioni venatorie.

La gestione della fauna selvatica è di competenza dei governi statali, così come la regolamentazione delle attività di cattura. Negli USA sono impiegate trappole sia per la cattura, che per l’uccisione di animali da pelliccia.

L’uso delle tagliole è esplicitamente autorizzato in ben 42 Stati, ma pure negli Stati che ne hanno fatto divieto, è comunque possibile utilizzare tagliole per la cattura di fauna selvatica richiedendo specifiche autorizzazioni.

Le pelli di questi animali vengono cedute in lotti presso le case d’asta specializzate e quindi non è più possibile determinare né la provenienza, né la destinazione della pelle di un singolo animale.

Gli accordi tra UE e USA del resto non specificano quali debbano essere gli strumenti di cattura e di uccisione, ma stabiliscono unicamente dei parametri entro i quali qualsiasi dispositivo utilizzato per la cattura e l’uccisione di animali può essere considerato “senza crudeltà”.

SENZA CRUDELTA’: IL VIDEO

L’associazione Born Free U.S.A. in collaborazione con l’inglese Respect For Animals per due anni (dal 2009 al 2010) è riuscita a svolgere un’investigazione in un gruppo di trappers (catturatori) attivi in Pennsylvania e New Mexico.

La documentazione video-fotografica mostra immagini incredibilmente cruente, che non possono minimamente essere tollerate dagli accordi tra Unione Europea e Stati Uniti d’America.

GUARDA IL VIDEO: http://youtu.be/VBbIX-7HigE?list=PLF56DC5CB0240148D

Benessere animale?

Un’immensa e interminabile sofferenza provocata dalle ganasce delle tagliole o dai lacci della trappola: gli animali impazziti per il dolore provano ogni cosa pur di liberarsi, compreso cercare di amputarsi a morsi l’arto intrappolato.

Quando finalmente sopraggiunge il cacciatore (a volte anche dopo giorni) gli animali che non sono morti di sete o stenti vengono uccisi con metodi brutali come lo sfondamento del torace, ripetute bastonate in testa, sul volto e sul corpo, annegati oppure strangolati con lacci metallici.

Vittime delle trappole sono anche animali non-target, ovvero gli animali protetti, come tutti gli animali d’affezione (cani e gatti ad esempio), ma pure specie rare come le aquile.  Sono i cosiddetti danni collaterali, contro cui non è stato fatto nulla e del resto non può essere fatto nulla, poiché la tagliola è un’arma che non può discriminare fra le vittime.

Le già scarse norme che regolamentano le catture di animali sono spesso violate dai trappolatori, ad esempio le trappole vengono posizionate al di fuori dei periodi consentiti, oppure vengono impiegati lacci illegali. Del resto le operazioni di cattura sono svolte in totale assenza di un sistema di controlli efficace.

Il Sierra Club, la più antica e accreditata organizzazione di tutela ambientale negli Stati Uniti (da sempre un importante riferimento per tutti gli Stati federati nello sviluppo di politiche rispettose dell’ambiente) ha fortemente condannato l’uso di questi dispositivi di cattura.

Per ora purtroppo senza ottenere risultati.

METTIAMO IN TRAPPOLA LA CRUDELTA’

Sarebbe ora che chiedessimo quindi di porre fine a questa pratica atroce e obsoleta.

Proprio noi italiani siamo i principali utilizzatori europei della feroce cattura di animali selvatici, i principali mandanti di questa strage efferata.

Facciamo quindi pressione affinché le cose cambino: la crudeltà non va più di moda.

Salviamo le vere #FASHIONVICTIMS

 

 

Fonte: International Agreement on Humane Trapping Standards


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