NON MINACCIAMO, NOI LIBERIAMO!


In queste ore i giornali raccontano la storia di Caterina Simonsen, ragazza gravemente malata che su facebook ha pubblicato un messaggio in favore della sperimentazione animale e stando ai giornali ha ricevuto "una pioggia di insulti e minacce". Serve qui essere molto chiari e dire che anche un solo insulto o una sola minaccia è da condannare senza alcuna remora, a maggior ragione se espresse verso una persona che soffre per gravi patologie. Animal Amnesty da sempre condanna atti di questo tipo e non si esime dal farlo in questa circostanza. In un passato, anche recente, abbiamo sofferto d’insulti e minacce in prima persona. Nostri membri sono stati attaccati e insultati gravemente, in un caso arrivando anche a minacce gravi e circostanziate, ma cosa più grave un video che postammo un anno fa su YouTube, di una storia analoga a quella di Caterina Simonsen, con la differenza che la protagonista si esprimeva contro la vivisezione, è stato riempito di commenti estremamente offensivi verso la protagonista, commenti che abbiamo provveduto a rimuovere immediatamente, perché sebbene riteniamo inaccettabile offendere e ancor più grave minacciare, non intendiamo dare spazio a squallidi personaggi, che evidentemente privi di qualsiasi argomentazione, fanno dell'insulto la propria forma di dialogo. Questa è la politica che da sempre ha contraddistinto la nostra associazione, qui non vi è alcuno spazio per insulti, qui non si fomenta la polemica, qui non si cerca lo scontro. Crediamo che il dibattito etico sulla sperimentazione animale, dovrebbe essere appunto un dibattito, dove le parti possano parlare, siamo convinti di stare dalla parte della ragione e non temiamo in alcun modo il dialogo. Temiamo però che dall'altra parte questa volontà sia assente e si cerchi di montare casi mediatici proprio per conquistarsi porzioni di opinione pubblica che evidentemente negli anni sono stati persi. Invitiamo tutti ad abbassare i toni, ad esprimersi sempre con intelligenza, con razionalità e soprattutto nel rispetto di ogni singolo individuo umano e non. Combattiamo la vivisezione, combattiamola con intelligenza, combattiamola con forza, ma non con la stupidità, non con l'arroganza, né attraverso il mero insulto da stadio, che andrebbe, appunto, confinato proprio dentro lo stadio e se possibile estirpato pure da lì, non esportato in un ambito dove i valori etici dovrebbero contare più che altrove.


 
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