VITTORIA: IL COMUNE DI CAPRIOLO VIETA GLI ALLEVAMENTI DI VISONI


Ieri sera poco dopo la mezzanotte il consiglio comunale di Capriolo ha discusso e approvato all’unanimità, 12 voti su 12, il punto 10 dell’Ordine del Giorno: atto di indirizzo per variante al piano di governo del territorio avente ad oggetto la cancellazione dello stesso della possibilità di insediamento di allevamenti di animali da pelliccia su tutto il territorio comunale.

Una variazione del PGT renderà dunque impossibile avviare a Capriolo un’attività di allevamento di visoni!

Il provvedimento sarà attivo tra qualche mese e ci si interroga sulla sua retroattività, ma a rendere molto difficile se non impossibile l’apertura nel frattempo dell’allevamento all’interno del Parco Oglio Nord sarà la contrarietà del comune a questo tipo di progetto: sempre durante il consiglio è stata votata e approvata all’unanimità una mozione politica che afferma che l’attività di allevamento di animali da pelliccia all’interno del comune non è cosa gradita.

 

Ormai da mesi Animal Amnesty ha dato il via ad una campagna che nel divieto approvato ieri sera vede realizzato uno dei traguardi più importanti.

Da febbraio, appena è venuta a conoscenza della richiesta di apertura di un allevamento nel comune di Capriolo,  l’associazione si è attivata e già il primo marzo era davanti al comune con un presidio intitolato “Venderemo cara la pelliccia!” Durante l’evento la piazza principale è stata tappezzata con centinaia di sagome rosse di visone nell’intento di portare alla luce gli orrori che si celano dentro le gabbie degli allevamenti. Proprio nel luogo dove hanno sede i poteri che possono decidere della vita di migliaia di esseri, il municipio quegli stessi animali simbolicamente imploravano attenzione.

Il giorno successivo è stata lanciata su un portale telematico una petizione attraverso la quale oltre 22 mila persone hanno richiesto al Comune e all’Ente Parco Oglio Nord di introdurre il divieto di allevare animali da pelliccia.

Firme che sono state raccolte anche su carta da decine di volontari, alcuni dei quali residenti a Capriolo e anche nel corso di altri eventi in giro per l’Italia.

Sempre nel mese di marzo sono stati affissi dei manifesti provocatori sui muri del paese: finti necrologi che annunciavano la morte del visone e invitavano la popolazione a partecipare al corteo funebre del 17 maggio.

Decine di persone vestite a lutto hanno sfilato per le strade del paese, mostrando ad autorità e ai cittadini che permettere l’apertura di un allevamento di visoni significa rendersi responsabili della fine violenta di migliaia di vite e condannare il proprio paese a vivere un lutto perpetuo.

Il 30 aprile un invio massivo di mail a tutti i comuni e alle Province dell’Ente Parco Oglio Nord: centinaia di persone hanno chiesto il divieto di allevare animali allo scopo di produrre pelliccia sull’esempio dei 61 comuni lombardi che già lo hanno scelto.

A Capriolo per incontrare le persone, raccogliere firme e far volantinaggio, spiegando le motivazioni etiche e ambientaliste per le quali rigettare qualsiasi tipo di allevamento. Cittadini che hanno mostrato gratitudine e supporto per tutta la durata della nostra campagna.

Prima delle elezioni comunali è stato chiesto ai futuri amministratori di schierarsi, di inserire nei loro programmi anche norme relative al benessere animale e di introdurre norme che vietassero l’allevamento di animali da pelliccia. Le “promesse” fatte dai candidati sono poi state pubblicate sul sito e la pagina Facebook di Animal Amnesty.

Richieste che, come mostrano le votazioni del consiglio di ieri sera, sono state esaudite: una mozione presentata da un consigliere di minoranza è stata votata anche dalla maggioranza in una presa di posizione trasversale e unanime contraria a certo tipo di sfruttamento animale.

 

Capriolo è un piccolo comune che ha fatto una grande cosa.

Siamo convinti che i grandi risultati altro non siano che la somma di risultati più piccoli.

 


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