CORTEO NAZIONALE PER LA LIBERAZIONE DEI MACACHI DI MODENA


Oltre mille persone sono giunte a Modena per chiedere la liberazione dei macachi.

Uomini e donne, vecchi e bambini, medici e malati: sabato c'era un corteo, un grande ideale e la volontà di tutti di partecipare attivamente. Di iniziare a contare, ad incidere concretamente sulla realtà. In primis sul destino dei 15 macachi imprigionati senza colpe nello stabulario dell'università, più ampiamente sul futuro della ricerca e soprattutto della salute e dei diritti di tutti gli esseri viventi.

Molte le associazioni rappresentate anche da città molto lontane, tanti i personaggi di spicco, quasi troppi per poter raccontare di tutti. Dai volontari di AnimAnimale che tanto si sono impegnati per coinvolgere i loro concittadini a Yuri Bautta della sezione locale LAV che due anni fa ha partecipato alle trattative per la liberazione del macaco, ora nel centro di recupero di Monte Adone; da Giovanna, incurante dei suoi 65 anni di malattia, che si trova da sempre in prima linea a chiedere la fine della vivisezione alla biologa Michela Kuan, responsabile della Lega Anti Vivisezione, che snocciola gli ultimi dati sulla sperimentazione animale; dall'Onorevole Paolo Bernini che ha usato la sua prerogativa di poter far visita ai carcerati per visitare quei prigionieri non umani e raccontarne il tragico destino agli enti locali che hanno presentato una mozione che chiede entro settembre risposte concrete.

E ancor più bello è stato ascoltare una rappresentante del Comitato O.S.A. raccontare del futuro in cui tutti noi crediamo, di medici che portano avanti una battaglia per sostituire la sperimentazione animale con metodi più etici e realmente predittivi.

Dopo Green Hill ecco nuovamente il movimento antivivisezionista compattarsi per un obiettivo comune, dopo Green Hill ecco di nuovo il calore e la passione della gente riaccendersi per sospingere scelte più giuste ed etiche. Sabato a Modena era un fiume che riempiva la via Emilia, poi una valanga che travolgeva col suo entusiasmo i passanti che si aggregavano convinti. E gli applausi dalle finestre, dalle signore sui balconi, dalle coppie in centro per lo shopping, dagli uomini nei bar: tanti che ancora non erano al corrente di quanto stava accadendo si sono uniti alla protesta. Perché quando si chiede semplicemente di avere più rispetto per la vita, di investire fondi in ricerche etiche e di provare a costruire un futuro migliore è l'evidenza della verità e della giustizia a trionfare.

Oltre mille persone sabato a Modena hanno sopportato il sole cocente e camminato per ore, fino a giungere davanti al policlinico e poi tornare in piazza. In mezzo tanti discorsi, slogan, parole. Ma la presenza concreta di tanti individui, di tante associazioni diverse ha fatto la differenza. Era un fecondo confronto della parte della società che vorremmo ampliare, quella parte che smette di perseguire logiche del profitto e della dominanza per aprirsi invece al confronto e alla condivisione.

Uniti si può, uniti si vince.

Uniti si può chiedere di salvare la vita a 15 macachi ed essere ascoltati.

Uniti si può chiedere al rettore (assieme a 90 parlamentari) di rendere di nuovo la facoltà di Modena all'avanguardia in Italia, come avvenne nel 1999 quando per prima questa università scelse metodi sostitutivi al posto della sperimentazione animale a scopo didattico nella facoltà di Scienze.

"Non sarà la nuova Green Hill solo perché non serviranno altri 2 anni per liberare quei macachi", afferma convinto Piercarlo Paderno, responsabile vivisezione di Animal Amnesty.

Ora sappiamo come farlo, come agire per ottenere risultati concreti. Ma a Modena non c'erano logiche o strategie da portare avanti, a Modena c'era la presenza fisica, la ragione e il sentimento. Centinaia di attivisti arrivati da ogni dove, alcuni degli eroi arrestati a Green Hill, decine di associazioni diverse, gli sguardi di intere famiglie accorse per partecipare all'evento.

Era nel sudore e nei sorrisi la risposta.

Perché quando ascolti il profondo del cuore non c'è ostacolo abbastanza grande da non poter essere superato.

L'unico freno è l'indifferenza e l'inerzia. Sabato il primo passo è stato fatto.


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