INVESTIGAZIONE CHOC NELLO STABULARIO DI MODENA


Animal Amnesty assieme ad un parlamentare del M5S per la prima volta entra nello stabulario dell'Università di Modena e svela i volti e la triste realtà dei macachi prigionieri. Un'ispezione a sorpresa che ha portato fuori dalle mura dei laboratori le voci e le immagini di cosa accade lì dentro. Ed è una rivelazione sconvolgente.

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Gabbie piccole, squallide, puzzolenti. Dentro animali impauriti. Una madre che stringe stretto stretto il suo piccolino con occhi sgranati dal terrore. Tutti che scappano alla vista degli uomini, anche se questi gli offrono delle caramelline.

E hanno ragione a non fidarsi, ad avere paura.

I macachi dello stabulario di Modena possono essere studiati per un anno intero con elettrodi impiantati nella scatola cranica senza anestesia, legati ad una sedia o segregati da soli in una gabbia minuscola, per essere infine uccisi per effettuare l'esame del cervello.

Perché tutto ciò? Per curare quale malattia richiediamo questo macabro sacrificio?

Attimi d'imbarazzo, poi un ricercatore butta lì: "Effettivamente, essendo ricerca di base, ha il solo scopo della conoscenza".  "La cosa veramente affascinante è che più conosci, più ti accorgi che ci sono cose da conoscere” gli fa eco una collega che aggiunge, ridendo: "Se uno si dovesse frustrare perché non ne vede la fine, allora è meglio che cambi mestiere".

Le risate proseguono anche quando i ricercatori spiegano in base a cosa scelgono le specie e i soggetti più adatti: “I macachi sono i più utilizzati fra chi sperimenta sui primati, perché uniscono una relativa docilità a dimensioni abbastanza contenute”. Il soggetto ideale è un giovane adulto, deve avere caratteristiche comportamentali e fisiognomiche: viene a prendere le caramelline, ha un feeling con lo sperimentatore… ma anche tutti gli altri, più o meno, possono andare incontro alla sperimentazione".

Dopo il periodo di addestramento la scelta ricadrà sul soggetto più fiducioso, per potergli insegnare i movimenti che ripeterà una volta intrappolato nella lunga tortura da cui non uscirà più vivo.

Ora l'unica via di fuga che hanno questi macachi è la morte.

Noi vogliamo offrire loro un'alternativa. 2 anni fa un cucciolo di quel gruppo di macachi, Yuri, è stato liberato ed affidato al centro di recupero di Monte Adone. Ora vive, seppur in cattività. Vive, socializza con altri primati e trascorre un'esistenza lontana dalle torture.

Questo vogliamo per i suoi fratelli rinchiusi: LIBERTA'.

SALVIAMO I MACACHI.

Anche tu puoi fare la differenza, perché solo unendo le forze di tutti potremo raggiungere questo risultato: firma la petizione, informa più gente che puoi e soprattutto

PARTECIPA AL CORTEO IL 28 GIUGNO A MODENA


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