COME TRASFORMARE UN EDEN IN UN LAGER


Un paesino nel bresciano, arroccato sulle colline della Franciacorta Occidentale a pochi chilometri dal Lago d’Iseo e benedetto dalla meravigliosa flora e fauna preservata nel Parco Oglio Nord, sta per subire un feroce affronto. Proprio in questo piccolo angolo di paradiso stanno infatti pensando di impiantare un lager per visoni. Uno di quei moderni allevamenti intensivi per gli animali da pelliccia che non rispettano la natura, né degli esseri viventi (sia di quelli a 4 zampe che degli umani), né dell’ambiente. E non ha nemmeno giustificazioni economiche, quali ad esempio una svolta occupazionale per il paese, visto che questa industria viene gestita da pochissimi addetti. Giusto quelli che vogliono impiantare i capannoni.

Ovviamente non importa a nessuno se per il profitto di pochi si inquineranno le falde acquifere, si metterà a rischio l’ecosistema di un Parco protetto, si stermineranno migliaia di esseri innocenti.

O forse sì.

Forse ancora interessa a qualcuno.

Animal Amnesty è intervenuto dal primo momento che la voce ha cominciato a circolare in paese. Il primo marzo un presidio nella piazza principale del paese che ha radunato nonostante la pioggia battente un centinaio di manifestanti; una petizione online da migliaia di firme;  poi ad aprile le affissioni mortuarie, piangendo la morte del Visone; un mailbombing ai sindaci dei comuni che fanno parte del parco ed ora il funerale.

Sabato si è tenuto infatti a Capriolo un corteo funebre per le vittime dell’industria della pelliccia. Una cerimonia simbolica per sottolineare quale grave fardello di sofferenza incomba sul paese.

Un lutto perenne, una condanna perpetua.

Trasformare una ridente collina in una tomba a causa di una fabbrica di morte.

Non basta però piangere e disperarsi, non bastano le informazioni dettagliate sui danni che l’apertura di un allevamento di visoni creerebbe in paese,ora bisogna agire.

Il primo passo è scegliere bene dove mettere la croce del voto delle amministrative in base alle risposte che i candidati hanno rilasciato (vedi articolo http://www.animalamnesty.it/news.php?id=19).

In futuro saremo ancora lì, sentinelle a difendere chi non ha voce.


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