DUE ANNI DOPO GREEN HILL: LA LOTTA CONTINUA


Tutto è partito da una promessa su volantino, che a suo modo ha scritto un pezzo di Storia.
Quello era il volantino con cui Occupy Green Hill (il movimento da cui nasce Animal Amnesty) aveva promosso la manifestazione del 28 Aprile 2012. Ancora oggi due anni dopo è difficile raccontare la gioia che si provò nel vedere quel sogno realizzato e quei cani finalmente liberi.
Da quel giorno tante cose sono cambiate: Green Hill oggi è chiuso, è in vigore una legge che vieta quel tipo di allevamenti in tutta Italia e si è risvegliato un certo interesse popolare nei riguardi della vivisezione, tanto che è approdata al parlamento europeo una petizione firmata da più di un milione di persone.
Tuttavia la vivisezione prosegue nel nostro paese. Oggi più di allora va fermata con tutte le nostre forze.
Due anni dopo la storica liberazione dei beagle da Green Hill, gli attivisti di Animal Amnesty sono tornati sul posto per ricordare quel giorno e omaggiare tutte le vittime che ancora muoiono quotidianamente in Italia a causa di una cattiva scienza.
Una cinquantina di attivisti hanno così presidiato la collina dove un tempo aveva sede l'allevamento con torce e candele. Sono state lanciate lanterne cinesi nel cielo per commemorare tutte le vittime morte proprio dentro Green Hill e per le quali gli ex responsabili dell'azienda saranno chiamati a rispondere in un processo che inizierà nei prossimi mesi.

Il presidio è stato realizzato all'interno di una serie di eventi in contemporanea organizzati da Animal Amnesty in tutta Italia. Presidi tenuti davanti ai luoghi simbolo della vivisezione: allevamenti di cavie, laboratori, ma anche di fronte al Ministero della Salute a Roma, responsabile in primis per la sperimentazione su animali in Italia.
Questa la lista degli eventi:
Brescia: Green Hill, Montichiari
Bergamo: Istituto Mario Negri
Milano: Facoltà di Farmacologia
Novara: Allevamento Bettinardi
Torino: Facoltà di Farmacologia
Verona: Glaxo Smith Kline
Ferrara: Università di Ferrara - Polo Biochimico
Bologna: Facoltà di Farmacologia
Roma: Ministero della Salute
Napoli: Facoltà di Farmacologia
Aule in cui si parla di benessere animale, mentre si imprigionano, si inoculano veleni, si causano malattie mortali e si dà un'atroce morte a migliaia di animali in nome di una scienza obsoleta e crudele. Per ricordare tutte le vittime della vivisezione, sia gli animali sacrificati che i malati che ancora aspettano cure adeguate sono stati accesi dei ceri, posati dei fiori, lanciati palloncini e lanterne cinesi, mostrati cartelli e striscioni per lasciare che le immagini stesse urlassero la verità.

L'obiettivo era quello di onorare le migliaia di silenziose vittime della vivisezione, esseri senza nome e senza destino e di riaccendere l'attenzione attorno ad una strage che continua ad essere compiuta giorno dopo giorno nell’oscurità.
“E’ ora di agire: le atrocità che gli animali ogni giorno subiscono non devono restare nel buio dei laboratori” afferma Piercarlo Paderno, responsabile vivisezione di Animal Amnesty.
“Perché la vivisezione in Italia non è finita: ci sono ancora 600 laboratori in cui vengono torturati e uccisi 900 mila animali ogni anno. Non basta cambiare nome alla vivisezione per farla finire, non basta chiamarla “sperimentazione animale” o “ricerca in vivo” perché diventi meno cruenta o più utile.
La vivisezione uccide il topo (e il coniglio e il cane e la scimmia) e fa diventare gli uomini cavie.”
Usciamo dal buio del retaggio del passato, di pratiche figlie di un’epoca che non esiste più. Accendiamo i riflettori sulla nuova scienza, sulla cultura del rispetto di ogni essere vivente.
Green Hill è stata solo una prima vittoria.
Accendiamo il cambiamento”

Tredici attiviste e attivisti sono attualmente sotto processo per quella liberazione.
Quel giorno promettemmo loro "non vi lasceremo soli", perché là dentro avremmo potuto esserci tutti, perché tutta Italia partecipò moralmente a quel gesto.
Da due anni stiamo cercando nel modo più concreto possibile di rispettare questa promessa: abbiamo raccolto fondi per le loro spese processuali, siamo stati al loro fianco durante le udienze e lo saremo alle prossime, abbiamo cercato in ogni modo di raccontare a tutti quella vicenda e continueremo a farlo e cerchiamo ogni occasione per star loro vicini e dimostrare che non li abbiamo abbandonati.
La prossima udienza sarà il 26 Maggio al Tribunale di Brescia.
Noi ci saremo, sperando che tanti altri vorranno aggiungersi e dimostrare solidarietà a chi sta pagando in prima persona quella liberazione.
E’ ora di cominciare a distinguere fra eroi e malfattori.
Il vero crimine è imprigionare e torturare esseri viventi, non certo offrire loro la libertà, amore e rispetto.
 


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