PERCHÉ FACCIAMO QUESTO AGLI ANIMALI


Un pomeriggio a Lombardia Carne
 
Domenica 6 Aprile, Rovato.
125 ª edizione di Lombardia Carne, Fiera del bestiame
 
Perché? 
Perché facciamo questo agli animali?
 
Corpi. 
Corpi violati, abusati, umiliati. Corpi percossi, derisi, schiacciati.
Corpi che fuggono, tremano, si ammassano l’uno sull’altro in un groviglio di nervi, muscoli, ossa quasi a formare una barriera, un luogo impenetrabile. Un altrove in cui la paura non filtri, non si possa insinuare per poi pervadere tutto.
Corpi di animali che verranno spenti, abbattuti, depredati e poi fagocitati da altri corpi. Da tombe di carne.
Sepolti dentro gli stomaci/pozzi neri di altri corpi.
Corpi sepolti dalle feci, dalla polvere, ornati di nastri, feriti da tosature. Corpi che nella melma, nella merda hanno comunque una nobiltà, una naturalezza, una grazia, una potenza, un candore che nemmeno il più maestoso degli umani avrà mai. Corpi che hanno una dignità che noi grotteschi umani abbiamo perduto o forse non abbiamo mai posseduto. 
Corpi spezzati, bastonati. Corpi di martiri.
 
Perché? 
Perché facciamo questo agli animali?
 
Corpi destinati a sparire. Corpi che verranno dimenticati. 
Allunghi una mano e li tocchi. E i corpi che non fuggono impauriti, anche i corpi più grandi e potenti, si lasciano toccare. Accarezzare. Si abbandonano ad un tocco che per un attimo li rende vivi. 
Li tocchi, puoi parlare loro. Impari a memoria i loro corpi e i loro sguardi con un’attenzione protratta, lucida, compassionevole. Li fai esistere. E li farai esistere in te anche quando i loro corpi saranno spariti. E a differenza di tanti, troppi tuoi simili che quei corpi li mangiano, diventando la loro tomba, tu, che di loro non ti cibi, sarai il monumento. La memoria. Nessuna delle vite sarà ignorata, nessuna vittima dimenticata.
Sei un testimone e in quanto tale osservi, scatti foto, giri video. E le immagini e le parole saranno quelle che porterai fuori dal girone infernale in cui gli animali vivono.
Il tuo dovere è raccontare al mondo dell’esistenza di milioni, di miliardi di corpi.
 
Io esisto. Io sono stato.
Io e milioni, miliardi di creature.
Siamo esistiti.
Siamo vissuti. 
Uno sguardo compassionevole ci ha osservati e capiti. Resi reali.
 
 
Perché? 
Perché facciamo questo agli animali?
 
E nelle foto e nella mente ritrovi gli sguardi che di là dalle sbarre hanno ricambiato il tuo. 
E non puoi osservarli troppo a lungo, perché certi sguardi sono abissi nei quali potresti scomparire per sempre. 
Terrore, stupore, desiderio, amore. 
Dalle foto ti osservano gli occhi profondi, bambini, colmi di bellezza. Sembrano osservarti da un altro luogo, da un altrove che noi uomini non possiamo nemmeno immaginare.
Hanno lo sguardo dei fantasmi. Lo sguardo delle anime imprigionate dentro corpi condannati.
E anche se camminano, respirano, tremano sono già tutti morti. Tutti. Nessuno di loro si salverà.
E tu li tocchi, li accarezzi, cerchi di donar loro qualcosa che non sia strazio e dolore.
Cerchi di donar loro almeno un attimo di quella vita che gli è stata negata.
 
 
Perché? 
Perché facciamo questo agli animali?

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